Recensioni di Piscine
(Edizioni del Leone, 2007)

www.renzocremona.it, luglio 2007

di Alvise Foschi

“piscine vuote. / i giorni inventano / enigmi in silenzio”.

Come piccoli sassi gettati in un lago, queste brevi composizioni sono il riverbero, dentro di noi, di un'evocazione improvvisa, un moto impresso alla superficie che lentamente, dal punto dove il ciottolo è caduto, si dilata fino a raggiungere le sponde. Nel numero contenuto di sole diciassette sillabe viene svelato e racchiuso il senso di magia e mistero che permea il nostro vivere quotidiano, e Cremona lo fa rispettando la metrica preposta alla composizione classica, ma allo stesso tempo rinnovandone alcune premesse: se infatti l'haiku tradizionale, legato al qui e ora, prevede l'inserimento di un kigo, cioè un'informazione stagionale che si riferisca ad una ricorrenza di ambito umano o naturale e collochi il componimento in un luogo ed un tempo precisi, l'elemento richiesto in questo caso è invece un dettaglio legato alle piscine, tramutate loro stesse in spazio ideale dell'altrove, in un universo parallelo dove la vita degli uomini e quella delle cose scorrono l'una accanto all'altra o l'una attraverso l'altra nella più totale naturalezza e fluidità.
I sentimenti che la tradizione dell'estetica giapponese vorrebbe legati all'haiku sono qui presenti tutti: sabi, il silenzio della contemplazione distaccata delle cose, la solitudine senza tristezza che avvolge il mondo quando ne abbiamo intuito l'essenza; wabi, l'inatteso che emerge dalle molteplici strade che prende la nostra quotidianità; aware, il senso di nostalgia e transitorietà; ma soprattutto yugen, la percezione del mistero inafferrabile che pervade le nostre vite, lo stupore indecifrabile del silenzio che germina dalla contemplazione del miracolo.
A questi elementi indispensabili perché una composizione possa definirsi un haiku, Cremona appone la propria personalissima impronta virando verso la formulazione di un universo quasi astratto, in cui le immagini, pur se ancora identificabili, tendono a perdere il connotato reale ed immediatamente riconoscibile per farsi rivelatrici di un mondo soggiacente dietro alle apparenze, quasi un archetipo della vita. E lo fa suscitando una pluralità di dimensioni che collocano in una specie di oltremondo queste evocazioni sospese e incantate, mettendo in campo una serie molteplice di linguaggi in cui può sorgere a nuova vita persino il parlare antico, idioma progenitore; ed è così che per uno straordinario sortilegio anche ai giorni nostri, nell'era delle macchine e delle esplorazioni spaziali, il latino è di nuovo sollecitato a continuare, con i suoi echi remoti e oltre millecinquecento anni dopo la caduta dell'Impero Romano, a svelare davanti ai nostri occhi, quasi trasfigurato, un universo di sfumature attonite, di misteri ancora intatti.

La Nuova Tribuna Letteraria, N. 89 Anno XVIII - 1° Trimestre 2008
"Renzo Cremona: PISCINE - Haiku"

di Claudio Bedussi

"Lunghi attimi / di calligrafie lucenti / nuoto sul fondo", "a filo d'acqua / ragnatele di luce / sotto la linea". Ottima prova di stile di Renzo Cremona con questo mosaico di haiku tutti incentrati su di un unico referente oggettuale, la piscina; ma sarebbe più corretto scrivere, come nel titolo: Piscine. La distinzione tra singolare e plurale non è da poco, perché non di variazioni sul tema monoblocco e concettuale di piscina si nutrono gli haiku di Cremona, bensì, prendendo a prestito e parafrasando proprio le sue parole, di "Brevi attimi / di calligrafie lucenti" si tratta. E le piscine, anche se paradigmatiche dell'esistenza e delle sue minute sfaccettature, sono vere e vivide davanti a noi. Ne emerge un senso di acqua e di luce, che fa da evidente e classico kigo, il riferimento stagionale che è connaturato all'haiku. Tuttavia qui il classico si trasforma in un sapore attuale che pervade l'haiku e la sua lettura. Perfino gli haiku in latino sembrano luccicare, tra le "ragnatele di luce" delle piscine in vetro, ceramica e tubolari metallici o in fibra di carbonio.
L'operazione poetica di Cremona, di fatto innovativa e sperimentale, appare convincente, quanto più sostenuta da una tecnica sicura e cuore aperto, semplice, e costituito da pura essenzialità: "poco da dire / sui modi di nuotare. / il tempo stringe", "un salvagente. / ruggini collaterali / in fondo al tempo". Il microcosmo della piscina, haiku dopo haiku, va a diventare universo completo dai mille risvolti e sottili stati esperienziali: "sento il silenzio / dove cade la pioggia. / cerchi nell'acqua". Così che alla fine si rivela essere spazio di "geometrie d'estasi" di dickinsoniana memoria, dove il piano e il fondo ristretti, circoscritti e geometricamente delimitati si dilatano e s'espandono in ogni direzione. "ecco i perimetri / di estasi equorea. / fondo immobile". Né manca l'improvvisa irruzione di wabi, il rivelarsi dell'inatteso e profondo senso dell'essere nei gesti più modesti di ogni piccolo evento, di ogni minuscola creatura: "ha forse sete / mentre guarda i tuffi / un uccellino".

www.literary.it
Literary nr.2/2008

di Flavia Buldrini

Quella degli haiku è una tradizione tipicamente orientale, con il carattere delle sentenze gnomiche attraverso la lapidarietà dei versi. Le acque assurgono a un valore metafisico legato ai primordi della vita (primordi azzurri. | genesi delle linee | acquelucenti) e ai fondali sommersi dell’inconscio (ombre sul fondo. | alfabeti abissali | di luce intatta). Il colore azzurro, poi, evoca la trascendenza dell’Eterno: “fondale azzurro. | sintesi e ipotenuse | nell’oltremondo.” Vi è tutta la poesia della celestialità equorea: “profondo indaco. | corpi turchesi vanno | e vengono laggiù.” Così come dello splendore rutilante della luce: “acqua immobile. | semicerchi di luce | attoniti all’attimo.” I “nuotatori continui, | interminabili” sono metafora degli uomini che esercitano l’arte di vivere mentre si avvicina la scadenza delle loro evoluzioni acrobatiche: “poco da dire | sui modi di nuotare. | il tempo stringe.” Presto su “chi nuota laggiù | preso in una rete | di sogni e luce” calerà il sipario: “acque distanti. | gli ombrelloni chiusi | su tutto il mondo.


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