Recensioni di Cronache dal centro della notte
(Edizioni del Leone, 2004)

Editoriale in quarta di copertina, luglio 2004

di Alvise Foschi

In una zona di confine dove le differenze tra prosa e poesia smettono di avere uno statuto e i generi tradizionali si sgretolano per farsi scrittura totale, Renzo Cremona esce come da una camera oscura per metterci in mano i negativi che si sono appena asciugati: ad un primo sguardo, si direbbe, i particolari più insignificanti della quotidianità, i lati meno illuminati del giorno, quelli a cui meno prestiamo attenzione. Eppure, a ben guardare, si tratta di perimetri fortemente instabili, di zone dove la certezza è solo una patina rassicurante sotto la cui superficie si annida l’inquietudine del baratro. E una luce sinistra si stende sulle vicende più “insospettabili” delle nostre ore. È un mondo, quello delle Cronache, che ha i contorni e i contenuti della realtà ma respira un’aria allucinata ed è pervaso da una sospensione metafisica, quasi, perennemente sull’orlo del buio e del silenzio, un luogo temporale dove la memoria sta per spegnersi. La registrazione dei fatti, che dalla confessione diretta arriva alle volte ad avere il piglio di un atto burocratico e altrove il distacco chirurgico di un referto medico, è condotta in un tono apparentemente impersonale, ma questo non deve ingannare: in realtà le storie narrate nelle Cronache vengono di continuo smontate e riassemblate come una pellicola cinematografica che ogni volta rivela un lato della quotidianità prima del tutto trascurato: accade così che, grattando sotto la superficie, compaia la natura inquietante delle cose. Ma dalla notte c’è un riscatto: sottile, impercettibile all’inizio ma tenace, resistente: è la vita che continua a pulsare. Così alla fine eccolo, inaspettato, fuori da ogni speranza: il treno che imbocca l’uscita della galleria. E si rifà luce sui binari.

Punto di Vista, Nr. 42 (ottobre-dicembre 2004)
"Renzo Cremona, Cronache dal centro della notte"

di Luciano Nanni

Narrativa. Dopo due (tre, N.d.A.) raccolte di poesia (per "La Pergamena delle Mutazioni" v. PdV n. 35 p. 76) Cremona esce con un'opera prima di narrativa: ma su tale termine occorre intendersi. Chi racconta de-scrive, e nelle Cronache storie o frammenti restano incidentali, lacerti di una quotidianità che dallo schema istitutivo si traducono in metafisica o dimensione mentale o strato simbolico: il caos da decifrare (J. Saramago) rientra qui nell'ordinamento del testo con strumenti linguistici depurati senza rompere il flusso della scrittura (funzione del punto mobile), perciò l'amore creduto vero (p. 94) è specchio del dato non interpretabile; inutile (?) pertanto fissare il segno-memoria, mai identico al primo movente.

La Nuova Tribuna Letteraria, Nr. 77 (1° trimestre 2005)
"Renzo Cremona, CRONACHE DAL CENTRO DELLA NOTTE"

di Stefano Valentini

Certamente si colloca tra le opere di narrativa, questo stimolante libro di Renzo Cremona, perché in ultima analisi vi si narra una storia o un insieme di storie - ora più articolate, ora brevissime, ora istantanee - utilizzando la forma della prosa: spesso secondo quella particolare categoria definita o definibile, all'anglosassone, "stream of consciousness" o flusso di coscienza, dove la realtà fattuale viene portata sulla pagina esclusivamente tramite la concatenazione dei pensieri del protagonista. Certamente è narrativa, quindi, e tuttavia alcuni capitoli e brani di capitoli sono così densi e racchiusi, così compiuti in sé da evocare indubitabilmente l'idea di piccoli poemi in prosa, non tanto per le loro qualità liriche - la dolcezza sentimentale o l'immagine suadente sembrano non essere affatto un interesse preminente dell'autore - quanto per la loro capacità di catturare in poche righe un microcosmo di vasti significati, potenti allegorie, sottili suggestioni e drastici rimandi. Si tratta pertanto di un libro dove i confini tradizionali tra i generi vengono meno, non perché scardinati (non c'è infatti vera violenza, né eversiva né ribelle) ma perché, in tutta naturalezza e semplicità, dissolti. Cremona sa il fatto suo e padroneggia adeguatamente la materia e lo stile, dando spessore ad una sorta di limbo metafisico dove le immagini hanno sempre il profilo capovolto dei negativi fotografici e nel quale non solo il tempo e lo spazio, ma anche la stessa percezione e la stessa coscienza sono in qualche modo distorte e sospese, allucinate e sviate. C'è una luce notturna in questi scorci di esistenza, un bagliore ingannevole ma non ingannatore, infero perché inquietante e non perché intenzionalmente malvagio: un ossessivo e ciclico spaesamento dove il viaggio, il cammino, i passi, le impronte - elementi ricorrenti in queste pagine - non portano altrove, ma solo più a fondo d'un destino che è, soprattutto, un pertinace mistero. Dal giorno si spalanca il buio, le chiavi del futuro sono molte ma spezzate, le testimonianze su quanto accaduto discordano: "possibile che la vita sia tutta qua?" si chiede ad un tratto uno dei personaggi. Sembra una notte senza fine, non lo è: al termine del libro, inattesa, la luce riappare, con il risultato di lasciare tutti "senza parole". Per meraviglia e sollievo o per accecamento e vertigine?

Puglia, 18.01.2005
Il neo lavoro di Cremona "Cronache dal centro della notte"
"L'intima paura di vivere nelle pagine 'nervose' di un libro"

di Anna Furlan

Come un fumetto di Andrea Pazienza, così si potrebbe definire il libro di Renzo Cremona: "Cronache dal centro della notte" (edito Edizioni del Leone), opera prima di narrativa.
"La notte, così come la conosciamo, ha varie entrate. una delle sue porte cigola di continuo dentro di noi...". Scrittura nervosa rasente il nevrotico, un testo narrativo da far invidia al più bravo psicologo. Saturo di luoghi scuri della mente. Un ottimo testo, scritto con sapiente stile linguistico contemporaneo. Racchiude il resoconto di tanti pensieri, lasciati respirare su un pezzo di carta, e il da farsi e il leggersi è solo un'introspezione personale. Tipico testo soggettivo e non oggettivo, adatto a tutte le menti. Punteggiatura calibrata e lasciata libera negli interstizi della volontà e di ogni singolo lettore. Una scrittura innovativa, che ben si applica al genere narrativo dei nostri tempi. Audace nel voler cercare a tutti i costi di dar libero sfogo ai pensieri. La notte, il passo audace del cammino di ognuno. Quello che si ha paura di pensare e sentire, che si nasconde all'interno della propria mente, avendo paura di estrapolare alla luce del giorno. Immagini di vita quotidiana allucinata e stenotipata. Liberazione dei pensieri, voglia di raccontare senza aver paura di farlo. Ogni notte, una nuova avventura, come pane quotidiano per smaltire adrenalina, fare del borgo notturno un set e nella notte inventarsi la violenza dei pensieri o raffinate e lugubri atmosfere gotiche di fantasmi e illustri antenati. Ritmo incalzante, dove il respirare significherebbe smettere di vivere. Energia allo stato puro, essenzialità e vitalità oltre la soglia del normale. I pensieri e la notte, gioco pericoloso da lasciar fare solo ai più audaci bari della vita. Affascinante introspezione di un mondo tanto normale quanto assurdo, rasentando la paura di pensare e scrivere. "C'è un garage, sotto il suo appartamento, che apre solo di notte. un garage dove la vita viene parcheggiata e lasciata a fari spenti".

Lucania, 20.01.2005
'Cronache dal centro della notte'
"L'intima paura di vivere nelle pagine di un libro"

a cura della redazione della testata

Come un fumetto di Andrea Pazienza, così si potrebbe definire il libro di Renzo Cremona: "Cronache dal centro della notte" (edito Edizioni del Leone), opera prima di narrativa.
"La notte, così come la conosciamo, ha varie entrate. una delle sue porte cigola di continuo dentro di noi...". Scrittura nervosa rasente il nevrotico, un testo narrativo da far invidia al più bravo psicologo. Saturo di luoghi scuri della mente. Un ottimo testo, scritto con sapiente stile linguistico contemporaneo. Racchiude il resoconto di tanti pensieri, lasciati respirare su un pezzo di carta, e il da farsi e il leggersi è solo un'introspezione personale. Tipico testo soggettivo e non oggettivo, adatto a tutte le menti. Punteggiatura calibrata e lasciata libera negli interstizi della volontà e di ogni singolo lettore. Una scrittura innovativa, che ben si applica al genere narrativo dei nostri tempi. Audace nel voler cercare a tutti i costi di dar libero sfogo ai pensieri. La notte, il passo audace del cammino di ognuno. Quello che si ha paura di pensare e sentire, che si nasconde all'interno della propria mente, avendo paura di estrapolare alla luce del giorno. Immagini di vita quotidiana allucinata e stenotipata. Liberazione dei pensieri, voglia di raccontare senza aver paura di farlo.

L'Iride, giugno 2005
PREMIO LETTERARIO INTERNAZIONALE "CITTA' DI CAVA" - XXII EDIZIONE

a cura della Giuria del Premio

Con un suo dire attento, sorvegliato e claustrofobico, Renzo Cremona ha saputo dar voce e corpo di scrittura all'inesprimibile, illuminando con una luce precaria i confini malcerti delle cose, pericolosamente insidiate da un senso di mistero, per giungere fino a quella zona neutra, dove si annidano le inquietudini di un io lacerato e scisso, alle prese con gli incubi metropolitani e con la dimensione labirintica del vivere contemporaneo.

L'Iride, giugno 2005
PREMIO LETTERARIO INTERNAZIONALE "CITTA' DI CAVA" - XXII EDIZIONE

a cura della Giuria del Premio

Con un suo dire attento, sorvegliato e claustrofobico, Renzo Cremona ha saputo dar voce e corpo di scrittura all'inesprimibile, illuminando con una luce precaria i confini malcerti delle cose, pericolosamente insidiate da un senso di mistero, per giungere fino a quella zona neutra, dove si annidano le inquietudini di un io lacerato e scisso, alle prese con gli incubi metropolitani e con la dimensione labirintica del vivere contemporaneo.

Il Gazzettino Online, Mercoledì 27 luglio 2005
INCONTRO CON L'AUTORE RENZO CREMONA

di E.F.

Gli "Imbellettuali" nel chiostro della biblioteca civica di Chioggia. Questa sera alle 21,30 Renzo Cremona presenta "Cronache dal centro della notte". Il giovane scrittore chioggiotto ha esordito nel 1993 con la raccolta di versi "Foreste sensoriali" per poi dedicarsi successivamente a varie forme di scrittura poetica. Traduttore e insegnante in corsi di formazione professionale, oltre che interprete e consulente linguistico - si è laureato in lingua e letteratura cinese nell'università di Venezia - durante i suoi frequenti soggiorni all'estero ha conosciuto e poi tradotto molti autori quasi sconosciuti in Italia e tra questi la poetessa sudafricana Ingrid Jonker. Le pubblicazioni di "Lettere dal Mattatoio" del 2002 e l'anno successivo (!) "La pergamena delle mutazioni" sono state accompagnate da una serie di premi nazionali e internazionali. Gli incontri con gli "Imbellettuali" sono ad ingresso gratuito.

Talento, Nr. 3 (ottobre 2005) - "Il sogno"
RENZO CREMONA - "Cronache dal centro della notte"

di Roberto Tassinari

Una profonda sensazione di solitudine e inquietudine domina queste "Cronache" di Renzo Cremona dalla lettura delle quali, oltre alla palese presa di coscienza della fragilità umana, (forse proprio per rimarcare la nostra piccolezza, l'autore rifiuta l'uso della lettera maiuscola) emerge quella condizione di precarietà imposta dalle tenebre nelle quali l'uomo del terzo millennio nasce, vive e muore.
Il buio in questione non è solamente quello della notte "vera" destinato a ingoiare, dopo la discoteca, due (sic!) ragazzi morti in incidenti d'auto, il primo annegato in un canale, il secondo finito in un dirupo "in mezzo ai sassi e agli sterpi, tra Muravera e Cagliari", con l'autore che si sofferma sulle ore seguenti il dramma, sui cellulari intenti a registrare tentativi di chiamata destinati a non avere risposta, ma è soprattutto quella oscurità interiore che ci spinge ad accettare di noi stessi solamente la parte che ci piace, relegando l'altra in una metaforica cantina, ingorandone il richiamo: "tanto è buio e non si vede niente".
Un racconto che rende alla perfezione questa sensazione di dimezzamento è "il campanello", dove l'incubo si nasconde dietro un'azione banale quale quella del chiuder casa. Gas, luci, finestre, rubinetti: tutto è stato controllato, l'abitazione è immersa nel buio e nel silenzio, il protagonista può partire tranquillo per un viaggio ma quando inavvertitamente preme il campanello... "dei passi all'interno si muovono sordi e pesanti: vengono ad aprire la porta".
Dallo sdoppiamento alla frammentazione, il passo è breve: è il caso della donna che ha "la sensazione di essere come una matrioska di legno e che dentro di lei ci siano tante altre matrioske (...) e tutte vuote, tutte che stridono non appena le sviti".
Il senso di precarietà è totale: "quando gli fu diagnosticato il cancro notammo tutti che, in effetti, era quello che più degli altri, nella stanza, stava vicino all'uscita. Fu solo più tardi che ci accorgemmo di avere tutti una porta alle spalle".
Talvolta il peso della solitudine è struggente: si pensi all'uomo il quale, seduto "a terra, con la schiena appoggiata alla porta del frigorifero" si fa cullare nella notte dal ronzio dell'elettrodomestico o a quello che non accende il cellulare: "meglio tenerlo spento e avere l'illusione di una chiamata a cui non si è potuto rispondere, in fin dei conti, piuttosto che averlo acceso e dover convivere con la certezza del silenzio". Trattandosi di "Cronache" non possono mancare, nei racconti di Cremona, vari richiami alla quotidianità spicciola, dai ritardi dei mezzi pubblici a quelle due parole, "flessibilità e mobilità", che avvelenano l'esistenza di un lavoratore precario, in uno scenario denso di pessimismo nel quale il buio è lenito da spiragli di luce dettati talvolta dall'incoscienza, come nel caso dei bimbi che "continuano a giocare a campana, fuori, sull'orlo del baratro". Il viaggio, che era iniziato con la presa di coscienza della forza della parola scritta quale mezzo in grado di spalancare le porte dell'universo onirico, si conclude con il risveglio e la liberazione da quella che pareva una "notte senza fine". Viceversa, "dopo qualche chilometro di letargo, si rifece luce sui binari".

2005
RENZO CREMONA - "Cronache dal centro della notte"

di Flavia Lepre

Dopo aver espresso, qualche tempo fa, un mio giudizio sulle possibilità poetiche di Renzo Cremona, eccomi, adesso, a riparlare di lui non come poeta, ma come scrittore. "Cronache dal centro della notte" è infatti un assemblaggio di storie. La sua opera prima di narrativa. Una narrativa un po' particolare, forse per quella patina carica di ombre che rende le storie qui narrate quasi prive di un approdo, perché su di esse si riversa una luce scialba, effimera, che sottrae - sottilmente - ogni tentativo alla dicibilità positiva e alla ragione. Da questo punto di vista, l'intero complesso di queste storie, ripercorrendo i temi in chiave delle riflessioni, dà un'immagine fedele della realtà umana e del costante confronto col pensiero che, per uno scrittore, rappresenta un ruolo di stimolo decisivo per un'ottima realizzazione della propria opera. L'autore veneziano dimostra di sapersi ben districare nella scrittura labirintistica e di esaltare i confini rigidi della letteratura moderna. Cioè, egli usa con arguzia e competenza il tentativo di portare a espressione narrativa anche tutto ciò che sfugge alla reale filosofia della vita e sul (il?) modo in cui gli uomini possono vivere la loro finitudine evitando, insieme, sterili frustrazioni e astratte trasfigurazioni, seri complicati nessi tra l'effimera vita che noi siamo e lo spirito che vorremmo sempre vivo, per avere un modo di salvare noi stessi e così poter procedere alla riabilitazione dell'esistenza.
Con "Cronache dal centro della notte", l'autore crea un universo in cui le cronache che in esso si svolgono, sono cronache di ogni giorno, cronache che appartengono alla normalità del vivere... Eppure, chissà perché mille ombre rivestono queste storie, il cui respiro diventa difficile, chiuso com'è in un'atmosfera dove l'aria è satura di vari inquinamenti.
Alla fine della lettura, si ha l'impressione di aver assistito alla proiezione di uno strano film dalle mille sfaccettature e si scopre che la protagonista del bene e del male, della gioia e del dolore, della vita e della morte, è proprio la notte che, chiusa nella sua cornice oscura, improvvisamente prende l'immagine di un quadro che mostra molteplici scrostature.
Le storie di Renzo Cremona ci attraggono, ci prendono per mano per condurci nel loro più intimo sotterraneo per meglio svelarci il segreto del quadro oscuro, dove il buio che esso contiene rende difficile la possibilità di scoprire sprazzi di luce...
Ma l'abilità dello scrittore è illuminante, per farci capire che basta saper osservare bene, saper scrostare, con prudenza, le sovrapposte pitture del quadro, per avere la certezza che, quando l'ultima immagine - quella più importante - apparirà, anche le cronache dal centro della notte avranno un senso! In questo modo, il lettore si sarà anche reso conto di aver assimilato, contemporaneamente, anima e pensiero dell'autore.

Il Club degli Autori - Rivista Multimediale, Nr. 157-158-159-160 (marzo 2006)
"Renzo Cremona: Cronache dal centro della notte"

di Massimo Barile

Così apre il suo libro Renzo Cremona: "quando scrivo ho come l'impressione di stare davanti ad un tavolo operatorio con un bisturi in mano: c'è sempre un attimo di luce prima di addormentarmi... poi comincia il conto alla rovescia" e inizia l'impresa più ardua. Quella sensazione ossessiva di trovarsi a far fronte ad una nuova smembratura, ad una continua dissezione d'una materia che pare mutare in continuazione proprio come il suo modo di narrare e di raccontarsi. Scrutare il profilo possibile, cominciare a coprire quando è il momento e a disvelare se opportuno, trovare l'ingresso e divertirsi a prolungare il girovagare per luoghi sconosciuti prima di imboccare la via d'uscita, vedere nel buio e rimanere ciechi davanti alla luce, come in una alternanza impossibile e irreale. Forse a giungere alla consapevolezza che tutti noi, consciamente o inconsapevolmente, "con la precisione che si addice ad un goniometro e ad un righello scandiamo i gradi di apertura che abbiamo sul mondo". Dentro la nostra testa non ci sono che "fessure" e abbiamo tutti "una porta alle spalle". "Tutti senza parole... in una notte senza fine".

Il Gazzettino di Padova, Martedì 31 gennaio 2006
“È rosso lo scorrere”, reading di Renzo Cremona

Pagina XI – in “Cultura & Spettacoli”

Un'altra “Kolàr night”, stavolta dedicata alla letteratura e non solo, in un ambiente appositamente bohémien con tappeti, abat-jour, candele e morbide poltrone rosse per accogliere al meglio la produzione letteraria di Renzo Cremona ( www.renzocremona.it ). È quella in programma stasera alle 21 al Kolàr Lounge Cafè in via dell'Arco 37, il locale tutto arredato da pagine di giornale (info e prenotazioni 049/8762385). È il terzo degli appuntamenti mensili per dare spazio alle tendenze artistiche maggiormente accreditate, con una strizzatina d'occhio verso tutto ciò che è giovane, poco convenzionale e allo stesso tempo culturalmente propositivo. Dopo il successo nelle scorse settimane di “Jeans Urban Story”, una retrospettiva con 150 paia di jeans appesi al soffitto, e “Sguardi proibiti”, un percorso artistico dell'occhiale d'alta moda, toccherà ora ad un giovane autore e consulente artistico (sic!) animare la notte Kolàr con il reading “È rosso lo scorrere”. Classe 1971, di Chioggia, Renzo Cremona ha esordito nel 1993 con la raccolta di versi “Foreste Sensoriali”, e in poco più di dieci anni ha già ricevuto numerosi riconoscimenti. Nel settembre 2004 ha pubblicato la sua opera prima di narrativa, “Cronache dal centro della notte”, che gli è valso il secondo Premio alla XXII edizione del Premio Letterario Internazionale di Poesia e Narrativa “Città Cava de' Tirreni”. Proprio questo libro sarà protagonista della prima parte della serata, che poi proseguirà con alcune poesie inedite accompagnate dalla vibrante fisarmonica di Michele Tiengo. I testi saranno letti dall'autore insieme a Santa Boscolo, e verranno interpretati da due giovani artiste. Nell'occasione l'azienda vinicola Vettori farà degustare a tutti coloro che hanno prenotato il tavolo uno dei loro prodotti di punta, il “Dedalo”: un uvaggio di Chardonnay e incrocio Manzoni, con sentori di frutta evoluta e spezie che ben si accorderanno ad una vasta gamma di stuzzichini preparati dai gestori Paola e Maurizio.

Il Mattino di Padova, Martedì 31 gennaio 2006
Reading di Renzo Cremona oggi al Kolàr
Una serata con le opere del giovane narratore di Chioggia

Pagina 26 – in “Giorno & Notte”

Serata di letture stasera al Kolàr in via dell'Arco 37. Si tratta del “reading” dello scrittore Renzo Cremona. Si tratta del terzo degli appuntamenti mensili per dare spazio alle tendenze artistiche, con una strizzatina d'occhio verso tutto ciò che è giovane, d'avanguardia, assolutamente poco convenzionale e allo stesso tempo culturalmente propositivo.
Dopo il successo nelle scorse settimane delle serate “Jeans Urban Story”, una retrospettiva con 150 paia di jeans appesi al soffitto, e “Sguardi proibiti”, un percorso artistico dell'occhiale d'alta moda, toccherà ora ad un giovane autore e consulente artistico (sic!) animare la nuova notte Kolàr con il reading “È rosso lo scorrere”.
Classe 1971, di Chioggia, Renzo Cremona ha esordito nel 1993 con la raccolta di versi “Foreste Sensoriali”, e in poco più di dieci anni ha già ricevuto numerosi riconoscimenti. Nel settembre 2004 ha pubblicato la sua opera prima di narrativa, “Cronache dal centro della notte”, che gli è valso il secondo Premio alla XXII edizione del Premio Letterario Internazionale di Poesia e Narrativa “Città Cava de' Tirreni”.
Proprio questo libro sarà protagonista della prima parte della serata, che poi proseguirà con alcune poesie inedite accompagnate dalla vibrante fisarmonica di Michele Tiengo. I testi saranno letti dall'autore insieme a Santa Boscolo, e verranno interpretati da due giovane artiste esperte di espressione corporea, con una performance al limite tra danza teatro e mimo, dando volto e sentimento agli intimi brani scelti dallo stesso Cremona. Info e prenotazioni 049.8762385.

Premio Letterario "Prato un Tessuto di Cultura", 06.05.2006
Terzo Premio Sezione E - Narrativa Edita - a Renzo Cremona per "Cronache dal centro della notte" - Edizioni Del Leone (Venezia)

di Silvana Santi Montini

Un libro sospeso, incerto, brancolante negli intrecci di una trama fatta di ombre e di buio, di incontri e abbandoni, di attese di un lontano irreale, che però chiama vicinanze di affetti, voglia di luce, ricerca tenace e insistente di costruzioni felici, da spendere nel tempo della vita.
Scrittura come inquadrature impressionistiche, ricca di incanti, di segmenti simbolici e rappresentativa di una vocazione poetica.

IV Edizione del Premio Letterario Nazionale "Anna Osti", Costa di Rovigo (RO), 08.10.2006
Premio Speciale Sezione Poesia Edita - Renzo Cremona, Cronache dal centro della notte

a cura della Giuria del Premio

Il serrato confronto tra narrazione e lirismo, la scansione sintattica e l'incessante presenza metrica portano a considerare il superamento della definizione di prosimetro, concetto afferente al campo semantico della poesia, per approdare ad un genere letterario rispondente a regole proprie, in cui convivono impasti verbali e ritratti nitidissimi, con un catalogo di personaggi e di oggetti fissati in un tempo senza tempo, in pasto all'occhio - e alla coscienza - del lettore.

I testi e le immagini, se non indicato diversamente, sono di esclusiva proprietà di Renzo Cremona. – © 1993-2022 renzocremona